trio
Il triangolo non lo avevo considerato - cap 2
gentiluomosexy
15.02.2026 |
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"“A questa nuova avventura” brindò lei, alzandosi in piedi e facendo cadere l’asciugamano a terra..."
Tutti a tavola. Andammo in cucina ad aiutare Elena a portare i piatti e le posate. Vidi con piacere che sia Elena che Roberto erano scalzi. Io adoro stare scalzo in casa e allora andai velocemente a lasciare le havaianas in camera e tornai anch’io a piedi nudi. Loro notarono e dissero: bravo, adeguati alle nostre abitudini se vuoi stare comodo e comunque fai come ti piace di più, noi siamo molto liberi in casa.La cena fu semplice ma molto gradevole. Era una coppia molto raffinata. La tavola era stata preparata velocemente con degli splendidi piatti di ceramica di Vietri e le posate erano d’argento. Un servizio che loro utilizzavano quotidianamente anche solo per loro due. I tovaglioli di lino. Così come la brocca per il vino e l’acqua, di ceramica la prima e di cristallo la seconda. Insomma grande attenzione ai particolari e all’eleganza.
Tv spenta e musica di sottofondo. Misero un mix cubano, a basso volume, per consentire di poterci parlare senza difficoltà. L’impressione era davvero quella di conoscerli da un sacco di tempo e invece stavamo sotto lo stesso tetto da poche ore e io conoscevo la mia collega da meno di una settimana.
È la conferma che i rapporti umani sono fatti di alchimie che non possiamo né forzare né prevedere. Ci si prende o no, tra amici, sul lavoro, nei rapporti sentimentali o in quelli sessuali. È tutto un fattore di chimica.
Faceva caldo ma non in modo eccessivo. Era sufficiente per stare bene tenere le finestre aperte, la ventola a soffitto che c’era in tutte le stanze e uno splendido vino bianco, un Greco di Tufo della provincia di Avellino, leggermente aromatizzato al melone bianco, al cedro e alle erbe di campo.
Giacchiato come lo aveva proposto la signora, la prima bottiglia durò il tempo dei brindisi e degli antipasti. Sarebbe stato un buon compagno, quella sera.
Dopo cena si era fatto tardi, tra una chiacchiera e un racconto. Elena andò a fare la doccia mentre io e Roberto, come da accordi, ci dedicammo a sistemare il salone e a portare tutto in cucina, nella lavastoviglie.
Passarono una decina di minuti. Io e Roberto ci eravamo messi sul divano a gustare un amaro ghiacciata. Roberto lo aveva annunciato anche ad Elena: “amore, qui c’è un Amaro ghiacciato che ti aspetta. Non farlo raffreddare”.
Il tempo di sentire la sua voce - “arrivo” - eccola spuntare con un asciugamano legato al corpo e un altro che le avvolgeva i capelli.
“Ma è già lì” disse, vedendolo. “State già bevendo. Allora vengo subito anche’io”. E si sedette sulla poltrona a brindare con noi.
Un profumo di fresco inebriante. Quello di Elena, non quello dell’amaro. Impossibile toglierle gli occhi dal suo corpo molto poco coperto e assai sensuale. E infatti non ci sottraemmo allo spettacolo né io né, più legittimamente, Roberto.
“A questa nuova avventura” brindò lei, alzandosi in piedi e facendo cadere l’asciugamano a terra. Ora era rimasta completamente nuda. Splendida.
Rossiccia e riccia; pelle chiara e lentigginosa; triangolino di ordinanza, ben curato; labbra sottili e leggermente sporgenti. Davvero un concentrato di bellezza, almeno secondo i miei gusti.
“Sono certo che dovrete chiamare i carabinieri per cacciarmi di casa” dissi io con tono scherzoso. “Viste le premesse non credo davvero di voler lasciare la vostra compagnia” feci io rilanciando il brindisi.
Ci misi i tutti a ridere e Roberto aggiunse: “devi abituarti caro Giorgio a vedere Elena nuda. E anche me a dire il vero. Noi siamo da sempre una coppia nudista. Pratichiamo in naturismo sia in casa che fuori”.
Io che avevo sempre praticato il naturismo non volevo davvero credere che tutte quelle fortune stessero capitando tutte a me. E risposi di essere anch’io naturista, facendo il gesto di togliermi i pantaloncini e mettere in mostra un cazzo che già era bello sveglio per tutto quello che era successo.
“Fantastico” disse Roberto, che a quel punto per non sentirsi da meno si denudò con noi. Il piacere, di tutti, era alle stelle: “alla nostra libertà” brindò ancora una volta Elena, riempiendo per la terza volta il bicchiere di tutti.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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